"Il vecchio Lakota era un saggio. Egli
sapeva che il cuore di un uomo, lontano dalla natura, si indurisce. (Capo "Orso
in Piedi")
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*** Le sezioni presenti in paleodieta *** |
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RESTRIZIONE CALORICA E LONGEVITA' DIETA MEDITERRANEA E PIRAMIDE ALIMENTARE |
IL DIGIUNO INDICE GLICEMICO: AUMENTO DI PESO e DIABETE |
LA DIETA PALEOLITICA
Vi state chiedendo cosa è il "paleolitico"? In sintetica semplicità, si può dire
che non è altro che l’età della pietra…
Lo
scopo di questo sito è quello di diffondere una nuova coscienza su quella che si
potrebbe definire la "Alimentazione Naturale dell' Essere Umano". I riferimenti
sono a quello che l'uomo ha mangiato nel lunghissimo periodo della sua
evoluzione,
partendo dal presupposto che lo stile alimentare (dieta e non solo...), al quale
l'uomo si è adattato in parecchie centinaia di migliaia di anni, deve per logica essere
quello più indicato per farlo stare, e rimanere, in uno stato di benessere
(salute ed energia). I riferimenti a varie "diete" e "discipline alimentari",
guarda caso le più affermate a livello mondiale,
serve ad evidenziare e a far capire come tra queste ci sia una radice comune e come,
in definitiva, i molti
raggi della ruota convergano in un punto solo: una dieta "evolutivamente"
idonea all'essere umano:
- Nel corretto bilanciamento di macronutrienti
- Nella buona qualità
- Nella moderata quantità
- Nelle giuste associazioni
La parola "dieta" si associa quasi sempre alla necessità di limitare
l'assunzione di cibo, o a nutrirsi comunque in un certo modo, spesso a seguito
di uno stato patologico o alla necessità di perdere peso. Se si considera invece
l'etimologia della parola dieta, si vedrà che la sua derivazione è dal greco, e
ha il significato di "vita", "stile di vita" o, meglio, "modo di condurre la
propria vita". L'alimentazione è una base fondamentale della nostra vita e il
termine dieta, in questa ottica ha il significato che non è quello di una
restrizione, ma quello di mangiare correttamente, cioè saper scegliere gli
alimenti, le quantità, e la loro distribuzione nell' arco della giornata. Questa
scelta non può prescindere né dalle caratteristiche biologiche dell'essere
umano, né dalla sua storia evolutiva. E questa conoscenza può aiutarci a vivere
meglio e più a lungo.
Si sente parlare sempre più spesso di dieta paleolitica (o paleodieta) e
fioriscono le interpretazioni, che troppo spesso, però, non illustrano quella
che dovrebbe essere in realtà la vera dieta Paleolitica, ma un suo acritico
riadattamento basato, superficialmente, solo sulla generica ripartizione dei
macronutrienti:
proteine, lipidi (grassi) e carboidrati. In realtà la dieta Paleolitica autentica
ripropone la vera alimentazione seguita dai nostri avi, ed esclude l'impiego di
alimenti apparsi da troppo poco tempo sulla scena evolutiva, ossia: latte e
derivati, tutti i cosiddetti carboidrati ad alta densità (cereali e
derivati, patate, mais, etc), di alimenti non originari delle proprie terre e di
cibi trattati e raffinati.
Alcune interpretazioni sono per una dieta iperproteica, ma si tratta di ipotesi
smentite da studi, non solo antropologici, sui reperti fossili.
La verità imprescindibile sembra comunque essere una sola:
alimentarsi secondo gola, abitudini e costumi,
piuttosto che secondo le vere necessità del corpo umano, significa, prima o poi,
dover affrontare seri problemi di salute.
Dal confronto con altri tipi di dieta riportati in questo sito, si
noterà la consistenza degli elementi in comune. Questo è perché non si può
prescindere da quella che è la natura umana, e la dieta paleolitica è quella che
molti, oggi, iniziano a considerare quella evolutivamente più adatta all'uomo.
DISCLAIMER:
Prima di proseguire è importante
sottolineare che questo sito è volto solamente alla diffusione ragionata delle
linee guida di quella conosciuta come “Dieta Paleolitica” o "Paleodieta" e degli
argomenti correlati. Questo non è un sito a carattere medico e i principi qui
contenuti non intendono costituire direttamente, né indirettamente, alcun tipo
di diagnosi, non sono un sollecito all'autodiagnosi, né a curarsi da soli, né ad
abbandonare terapie mediche in atto.
L'autore e l'intestatario del sito declinano ogni responsabilità per danni che
possano derivare dall'uso incauto e superficiale dei contenuti di questo sito.
Prima di intraprendere qualsiasi pratica qui eventualmente descritta o citata, è
opportuno consultare uno specialista o il proprio medico curante.
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alcun modo legati al sito stesso, se non per lo spazio pubblicitario a loro
concesso.
Ma cosa mangiavano i nostri antenati?
Cosa mangiavano? Si fa prima a dire cosa non mangiavano… O,
meglio, cosa è cambiato tra i 10.000 e i 15.000 anni fa (il periodo cambia a
seconda delle zone considerate).
Tra i 10.000 ed i 15.000 anni fa, l’uomo iniziò a comprendere che era possibile
evitare migrazioni legate all’alternarsi delle stagioni, e che era possibile
ottenere delle risorse alimentari conservabili e/o usufruibili tutto l’anno. Tale
possibilità era legata alla scoperta ed alla adozione di 2 nuove pratiche:
L’agricoltura e l’allevamento.
Gli alimenti che vennero allora privilegiati furono quelli che potevano essere
ottenuti in ogni stagione o, meglio, anche conservati un periodo lunghissimo,
anche tutto l’anno. Cosa non da poco, visto che mancavano metodi di
conservazione validi (quelli che abbiamo oggi pur essendo validi hanno spesso
effetti dannosi sulla qualità nutritiva degli alimenti, e di riflesso quindi,
anche sulla salute umana).
Ma quali erano questi alimenti ottenibili e/o conservabili tutto l’anno?
Principalmente cereali e latte. Quelli che ancora oggi, i più, ritengono così
importanti in una “dieta equilibrata”…
Cereali e Latte sono per la dieta paleolitica, invece, gli alimenti da evitare
o, meglio, da sostituire con altri più adatti alla “natura umana”.
Anche tè, caffè, cacao, vino, aceto e sale (sodio e potassio sono forniti
bilanciati dagli altri alimenti consumati) sarebbero alimenti estranei
all'evoluzione umana. Così come lo sono altri alimenti di origine moderna (grassi trans e
vari oli di semi) che sempre più spesso, e da più parti, vengono additati come
sospetti di dannosità per la salute.
Seguendo tale modello alimentare si ingeriscono in quantità vitamine, minerali,
antiossidanti, etc.
L'eliminazione degli oli di semi, sostituiti dal consumo di fonti naturali di
omega 3, avvicina inoltre al rapporto ritenuto ideale tra acidi grassi omega 3
ed omega 6
Il consumo di verdura, frutta e l'esclusione di cereali e latticini produce nel
corpo un ambiente alcalino, non acido, con effetti protettivi per ossa e salute in genere.
A volte sono utili integratori di omega 3 (olio di pesce o, nel regno vegetale,
olio di semi di lino, o frutta oleosa come le noci) dato che le carni di animali
allevati industrialmente ne sono povere, mentre quelle di animali allevati in
libertà ne sono ricche (a seguito di recenti studi, alcuni autori stimano che il
rapporto tra omega 3 ed omega 6 era nel paleolitico di circa 1:1 fino a 1:3,
mentre la odierna dieta fornisce un valore medio anche di 1:12). Alcuni studi
hanno valutato i tipi di carne simili all'odierna, che mangiava l'uomo vissuto
in età preistorica: principalmente animali che si nutrivano di erba e non di
mangimi. Oggi il rapporto tra omega 3 ed omega 6 nella alimentazione umana è
sbilanciato a favore degli omega 6. A questo dato si è attribuita l'origine dei
problemi di colesterolo odierni. Ma altri studi smentiscono però clamorosamente
questa ipotesi, quale unica causa del "colesterolo alto". Secondo tali studi la
conclusione, sorprendente se rapportata a quello di cui oggi molti sono
convinti, è che il problema ha origine
non nel consumo di grassi ma in quello di carboidrati!
Molti ricercatori ritengono
inoltre che lo squilibrio in eccesso di omega 6 ha innalzato la produzione di
prostaglandine con azione infiammatoria. Queste prostaglandine sono concausa di
artrite, psoriasi, alcune dermatiti, asma, alcune malattie autoimmunitarie (es.
lupus), e alcune forme di cancro che si originano a partire da processi
infiammatori.
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