DOLCIFICANTI NATURALI E SINTETICI
Dolcificanti naturali
Quali dolcificanti erano disponibili nel paleolitico?
Facile rispondere: NESSUNO. Solo il miele è plausibile che potesse
essere saltuariamente consumato.
La maggior parte dei dolcificanti è classificabile nel gruppo dei
"carboidrati ad alta densità"
. Innaturali reazione glicemica e risposta insulinica.
Quindi per i puristi della paleodieta... Niente zuccheri aggiunti!
Per gli altri, è consigliabile almeno considerare per prima cosa che,
in un dolcificante, è importante l'impatto che questi ha sulla quantità
del livello degli zuccheri nel sangue, ossia nella stimolazione
insulinica, in quanto la risposta glicemica che viene provocata è il
fattore principale nell' insorgere della resistenza all'insulina,
precursore del diabete. Da qui la necessità di conoscere quali sono le
alternativa allo
zucchero comune.
Malto d’orzo.
Si prepara a partire dall’orzo, che viene prima pulito e
messo a bagno in acqua e poi lasciato riposare inumidito e coperto.
Dopo qualche giorno inizia la germinazione, che provoca la
trasformazione degli amidi del cereale in zuccheri semplici.
L’essiccazione, poi, mette fine a questo processo. L’orzo germinato e
seccato (malto) è macinato e diluito con acqua, e l'impasto così
ottenuto si riscalda a 60-65°C. In questo modo l’amido disponibile è
convertito in zucchero. La massa viene poi scolata e il liquido cotto
ancora fino a diventare uno sciroppo denso e dolce.
Il malto d’orzo contiene maltosio (60%), destrine (10-15%), aminoacidi
(4-5%), sali minerali (1-1,5%).
E’ un dolcificante concentrato, e ben tollerato. L'indice glicemico è
paragonabile a quello dello zucchero.
Malto di riso
Il processo per la trasformazione del riso in sciroppo è
conosciuto in Oriente da oltre 2000 anni. Il malto di riso si ottiene
aggiungendo orzo germinato (malto) al riso cotto a vapore. Gli enzimi
prodotti dall’orzo germinato effettuano il processo di trasformazione
degli amidi del riso. Si filtra, e poi si addensa, fino ad ottenere uno
sciroppo molto denso e dolce.
Il malto di riso ha un gusto leggermente caramellato, più dolce e più
delicato rispetto al malto d’orzo; ha un colore ambrato. Contiene
zuccheri complessi che si trasformano lentamente in zuccheri semplici.
L'indice glicemico è paragonabile a quello dello zucchero.
Malto di mais
Da non confondere con lo sciroppo di mais usato
dall’industria, il quale è glucosio raffinato a partire dal mais.
Il malto di mais naturale è ottenuto dalla maltizzazione del mais con
orzo germinato. Gli enzimi dell’orzo riducono gli amidi del mais a
glucosio, dando uno sciroppo più chiaro e più dolce ancora di quello
del riso. L’alto contenuto di amido presente nel mais dà una resa
maggiore e, quindi, ha un costo minore. L'indice glicemico è
paragonabile a quello dello zucchero.
Fruttosio: deriva dalla frutta ed e' utilizzato come alternativa allo zucchero, specie nell'industria, per le bevande acide, per i gelati o per certe preparazioni dolciarie. Contiene circa 4 calorie per grammo e ha un potere dolcificante pari a 1,8 volte quello del saccarosio. A differenza di questi, però, non richiede insulina per la sua utilizzazione fisiologica e non scompensa quindi la glicemia dei diabetici. E' considerato lo zucchero naturale più dolce, ma questa prerogativa diminuisce con l'aumentare della temperatura, dell'acidità e della concentrazione dell'alimento al quale viene aggiunto.
Stevia:
piccola erbacea arbustiva perenne della famiglia dei crisantemi, nativa
delle montagne fra Paraguay e Brasile.
Nella sua forma naturale è circa 10/15 volte più dolce del normale
zucchero da tavola. Nella sua forma più comune di polvere bianca,
estratta dalle foglie della pianta, è dalle 70 alle 400 volte più dolce
dello zucchero, è il dolcificante naturale più potente.
Ha la caratteristica di lasciare un retrogusto amarognolo.
Caratteristiche principali: non contiene calorie e non altera il
livello di zucchero nel sangue.
La stevia costa poco e chi farà una ricerca su internet scoprirà delle
cose molto interessanti, sia per le sue proprietà curative sia per
l'ostracismo che subisce... A seguire un link per il supporto a questo
dolcificante.
Glicirizina: E' un importante
costituente della liquirizia. Il suo impiego preferenziale è come
dolcificante ed aromatizzante. Se
ne conoscono però effetti secondari sull'organismo che consigliano di
limitarne l'uso.
Isoglucosio: E' una miscela liquida
di glucosio e fruttosio derivante dall'amido contenuto nel mais, nel
frumento e nelle patate.
Sviluppa 4 calorie per grammo e il suo potere dolcificante e' di 0,90
volte rispetto al saccarosio.
Mannitolo: in natura si può trovare
in cipolle, erba, carciofi, funghi, alghe brune e nell'essudato di
olivo. Ha un potere dolcificante di circa il 50 % inferiore rispetto al
saccarosio; viene di solito impiegato come diuretico. E' poco assorbito
e l'effetto lassativo si evidenzia con dosi di 10-20 grammi.
Manna:
Prodotta esclusivamente in Sicilia nella zona di Castelbuono, Pollina,
Cefalù e circondario. Nota sin dall’antichità ai medici arabi, greci e
romani.
Si ricava da incisioni praticate sul tronco di varietà di frassini. Il
succo violaceo ed amaro che sgorga subito dalla incisione, al contatto
con l’aria diventa dolce e si solidifica sul tronco.
La raccolta da luogo a due qualità principali: la manna cannolo e la
manna rottame o lavorazione.
La manna può entrare come dolcificante in alimentazione in dosi non
superiore a 10 grammi. Il sapore molto gradevole la rende
particolarmente appetita.
Esiste anche un'estratto: la mannite. Questi è di due tipi: Mannite
"naturale" (estratta dalla manna) e mannite "artificiale" (estratta
dalla melassa di zucchero).Alcune ricerche sembrano dimostrare un più
alto valore biologico della mannite naturale.
Miracolina: E' una glicoproteina di
incerta composizione, estratta da un frutto africano, il Synsepalum
dulcificum. E' un modificatore del gusto, in quanto dà sapore dolce ai
cibi aciduli; il sapore può perdurare due ore dopo l'ingestione.
Saccarosio: E' lo zucchero comune,
il dolcificante "naturale" (ma innaturale per l'uomo!) più utilizzato.
E' composto da glucosio e fruttosio e il suo potere calorico e' di 4
calorie per ogni grammo. L'indice glicemico (vedi) è molto
elevato (anche se è sorprendente vedere cosa c'è di peggio!). Viene
impiegato, oltre che per l'azione edulcorante, anche per le sue
proprietà di conservazione (i batteri non sopravvivono nell'ambiente
acido creato dallo zucchero in alte concentrazioni) e di
fermentazione.
Sorbitolo: E' un alcol che si
ottiene dalle bacche del sorbo (Sorbus aucuparia). Il potere calorico
e' di 4 calorie per grammo e quello dolcificante e' di 0,54 volte
rispetto al saccarosio. Si usa come additivo alimentare e
aromatizzante.
Taumatina: E' una miscela di
proteine estratte da una pianta africana, il Thaumatococcus danielli.
E' una delle più dolci sostanze conosciute (2000-3000 volte più potente
del saccarosio), con un gusto che si sviluppa lentamente ma di lunga
durata; l'uso e' però limitato da un certo aroma di liquirizia. E'
impiegata negli alimenti, con un'assunzione giornaliera calcolata
intorno a 1-2 mg per persona. Se ne sospetta qualche attività a livello
endocrino, ma la quantità che può essere assunta non influisce sul
bilancio
giornaliero.
Xilitolo: E' un polialcol a 5 atomi
di carbonio presente in abbondanza nel regno vegetale. Molti tipi di
lieviti possono produrlo direttamente dal glucosio e inoltre e' stato
riscontrato come prodotto di fermentazione in molti vini. Ha lo stesso
potere dolcificante del saccarosio. E' presente nell'organismo come
intermedio del metabolismo dei carboidrati; in condizioni fisiologiche
la maggior parte dello xilitolo proveniente dagli alimenti e'
trasformato in glucosio e glicogeno. Il consumo superiore a 50 g al
giorno causa diarrea.
Dolcificanti
sintetici
Acesulfame potassico: non e'
metabolizzato dall'organismo; quindi non fornisce calorie. E' allo
studio l'uso come sostitutivo del saccarosio in cibi e bevande
dietetiche.
Acido ciclamico: E' impiegato in
cibi e bevande dietetici e in ghiaccioli. Circa 25-50 volte più dolce
del saccarosio, ha un importante effetto positivo in combinazione con
la saccarina, di cui migliora il gusto.
Aspartame: E' circa 200 volte più
dolce del saccarosio e 300 volte più della saccarina, non ha retrogusto
e potenzia le qualità aromatiche dell'alimento cui e' aggiunto. Come lo
zucchero, viene metabolizzato dall'organismo, fornendo circa 4 calorie
per grammo, ma dato il suo elevato potere dolcificante se ne possono
impiegare quantità bassissime. E' però instabile in soluzione acquosa e
ad elevate temperature; non può quindi essere impiegato in bevande e in
cibi che debbono essere cotti ad elevate temperature.
Maltitolo: il potere dolcificante
e' di poco inferiore a quello del saccarosio, ma il suo potere calorico
e' basso in quanto solo il 25 % e' metabolizzato nell'intestino. Oltre
ad essere anticarie e adatto ai diabetici, ha dei buoni requisiti di
stabilità. Nel campo alimentare il maltitolo viene consigliato nella
produzione di chewing gum (in sostituzione di mannitolo, sorbitolo e
xilitolo), caramelle, gelati, dessert, marmellate e bevande. E' stato
usato come eccipiente in paste dentifricie medicate date le sue
proprietà dolcificanti, di resistenza all'attacco dei microrganismi del
cavo orale, di protezione a livello della placca dentaria. Esiste in
commercio come prodotto puro e in varie miscele.
Saccarina: E' stata scoperta nel
1879 e posta in commercio dal 1885, come sostituto dello zucchero in
cibi e bevande, soprattutto destinati ad obesi e diabetici. E' circa
300-500 volte più dolce del saccarosio e non viene metabolizzata
dall'organismo. E' chimicamente stabile nelle normali condizioni di
trattamento degli alimenti: può essere impiegata in bevande e prodotti
destinati alla cottura. Gli impieghi più diffusi sono per soft drinks,
per cibi destinati ai diabetici, come dolcificante da tavola. Uno dei
limiti dell'impiego della saccarina e' il retrogusto amaro-metallico
che si riscontra dopo l'ingestione e che non sempre e' tollerato.
Alcuni studi tossicologici effettuati sul ratto avanzarono il sospetto
nel 1974 di una possibile induzione di cancro alla vescica; ma
nell'uomo e' stata esclusa ogni correlazione.
Sciroppo di glucosio idrogenato: E'
una miscela complessa preparata utilizzando reazioni chimiche su amidi
di varia provenienza con differenti enzimi, fino ad ottenerne glucosio
e una serie di molecole da cui ottenere una miscela di sorbitolo,
maltitolo e altri polialcoli.
Stevioside: E' una delle sostanze
isolate dalle foglie di Stevia rebaudiana. Circa 300 volte più dolce
dello zucchero, non ha retrogusto e non viene metabolizzato se assunto
per via orale. Viene usato in soft drinks e chewing gum.